I Dormienti

Mimmo Paladino

ARTE ALL' ARTE 1998 / ASSOCIAZIONE ARTE CONTINUA / FONTE DELLE FATE / POGGIBONSI / ARTE AMBIENTALE

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La Fonte delle Fate, originariamente chiamata Fontana di Vallepiatta, è l’unica fonte medievale superstite del castello di Poggiobonizzo, raso al suolo dai Fiorentini nel 1270. Nel 1998, in occasione della manifestazione di Arte all’Arte, evento promosso dall’Associazione Arte Continua, l’artista Mimmo Paladino progetta una suggestiva istallazione per la Fonte delle Fate: I Dormienti. In questa sua opera, Paladino affianca due tipologie di soggetti scultorei: una figura umana addormentata e un coccodrillo, tema sul quale lavorava già da diversi anni. La Fonte della Fate, sospesa fra le rovine della fortezza e degli abitati medievali, la storica Basilica di San Lucchese e il fascino neogotico del Castello di Badia, diventa così dimora dei silenziosi abitanti di Paladino. Si vedono infatti uomini coricati in posizione fetale e numerosi coccodrilli disposti secondo un ordine casuale e visibili solamente affacciandosi dal robusto parapetto della fonte. Le sculture, adagiate su piani di ferro di diversa grandezza, sono parzialmente immerse nell’acqua, che di stagione in stagione varia il suo livello rispetto al parapetto, sommergendo o rivelando in modo alternato i corpi delle sculture.
Infine, la vegetazione sulle pareti e il picchiettare delle gocce d’acqua creano un’atmosfera suggestiva, di tangibile sospensione, di attesa ma anche di continua presenza, un po’ come quella trasmessa dalle rovine storiche della fonte stessa. Infine, l’opera era originariamente accompagnata da una melodia appositamente scelta dall’artista per farle da sottofondo, incrementando la già presente e suggestiva atmosfera di sospensione temporale.
Nel 2000, l’opera I Dormienti viene donata da Paladino stesso alla città di Poggibonsi.


BIOGRAFIA
Mimmo Paladino nasce a Paduli (Benevento) il 18 dicembre del 1948. Inizia la sua carriera nel campo della fotografia, ma le sue eccezionali doti di disegnatore non tarderanno a mostrarsi. Gli anni a cavallo tra il '78 e l'80 sono da leggersi come un periodo transitorio tra le posizioni concettuali iniziali e la rinnovata attenzione per la pittura figurativa. Le mostre alle quali l'artista campano partecipa in questi anni testimoniano quanto la sua pittura sia debitrice nei confronti del passato sia per i contenuti che per le forme, ma come al tempo stesso sia densa di simboli e capace di aprirsi a nuove prospettive. Grazie a numerose mostre itineranti, l’arte di Paladino viene conosciuta all'estero dove riscuote immediatamente molto successo. Curioso indagatore e assiduo sperimentatore di ogni tecnica artistica, Paladino si dedica anche all'attività incisoria, perfetta per riflettere il tipico carattere spettrale delle sue figure primordiali.

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