Casole d'Elsa

Storie avvincenti e tesori nascosti in Val d’Elsa

Casole d’Elsa, antico insediamento etrusco, come testimoniano le numerose tombe rinvenute, è un borgo collocato sul dorso di un colle che regala al visitatore una vista panoramica di grande suggestione. Nei secoli XI e XII, fu feudo dei Vescovi di Volterra. Passato nel 1260 sotto il dominio dei senesi, essendo una località di interesse strategico, per difenderlo dagli attacchi esterni fu necessario erigere nuove fortificazioni, di cui le due torri rotonde sono tuttora esistenti. Casole assunse così i connotati della “torre murata”, cioè circondata da mura conservate fino ad oggi.

Le due antiche porte di accesso non esistono più; quella a nord prendeva il nome di Porta ai Frati; quella a sud, chiamata Porta Rivellino, fu distrutta dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Sul lato orientale, invece, si conservano ancora due torri rotonde costruite nel 1481 da Francesco di Giorgio Martini, che ebbe l’incarico di rafforzare le fortificazioni.

La Rocca, oggi sede del Comune, è un fortilizio trecentesco considerato uno dei più importanti castelli valdelsani. Ai lati della porta d’ingresso sono visibili alcune arciere ben conservate. Al suo interno, sono stati adibiti i locali della Pinacoteca d’Arte Viva, spazi dedicati all’arte dei ragazzi e loro punto di ritrovo, mentre la Chiesa di Santo Spirito conserva al proprio interno affreschi dei sec. XIV e XV.

INFO

Ufficio Turistico
Casole D'Elsa
Tel. e fax: +39 0577 948705
uff_turistico@casole.it
www.casole.it

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"Il nome deriva dal latino “Casula” ovvero casa o capanna; nel 1862 venne aggiunta la specificazione “Elsa” con riferimento al fiume che dà il nome a tutta l’area"

Il Palazzo Pretorio, con la facciata adornata con gli stemmi delle antiche famiglie di Casole e Siena, è sede della Pinacoteca d’Arte Senese del ‘900.

La Collegiata di Santa Maria Assunta era in origine una Pieve in stile romanico consacrata nel 1161. Al suo interno è possibile ammirare il Battistero con un cinquecentesco fonte battesimale; il Monumento funebre di B.Aringhieri, del primo decennio del Trecento ad opera dello scultore Marco Romano; Il Monumento funebre dello scultore trecentesco Gano di Fazio; l’opera pittorica di Alessandro Casolani dal Titolo “la Pietà e i Santi Andrea e Niccolò, documentata 1586-’87; frammenti pittorici di scuola duccesca; una pala in terracotta policromata invetriata di Giovanni della Robbia; numerose tele seicentesche di prestigiosi artisti (Pisani, Manetti, Volpi) ed altre ottocentesche (Ridolfi e Cassioli).

Il Museo Archeologico della Collegiata, diviso in due sezioni conserva in quella archeologica diversi reperti rinvenuti in necropoli di periodo ellenistico (IV-II sec. A.C.), ceramiche ed urne cinerarie, mentre nella sezione di arte sacra raccoglie pitture e sculture realizzate dal sec.XIII al sec.XVI.

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