L’eterna ricchezza di fiori, spezie e torri

Conosciutissima in tutto il mondo per il suo skyline punteggiato di torri medievali, San Gimignano, tappa fondamentale della Via Francigena, deve la sua fortuna al commercio di una spezia e ad un periodo di povertà.

SAN GIMIGNANO

Lo zafferano di San Gimignano

È impossibile dire “San Gimignano” senza pensare immediatamente alle mille torri medievali che svettano alte, interrompendo con l'iconico skyline la cornice delle dolci colline toscane. Si tratta di un luogo tra i più conosciuti e visitati, grazie all'insolita quantità di strutture verticali che sono sopravvissute caparbie fino ai giorni nostri, ma quanti ne conoscono la storia? San Gimignano è una meta affascinante per tutta la famiglia, ma per capirla davvero è necessario tornare indietro, alle origini della sua ricchezza.

Che un fiore possa cambiare per sempre il corso della storia di un borgo lo insegna proprio San Gimignano la cui fortuna, iniziata nel Medioevo, si è legata al commercio di un piccolo fiore dai petali delicati e i pestelli di un rosso acceso: si tratta del crocus sativus, da cui si ricava il prezioso zafferano. Ancora oggi dotato di gran pregio, nel Duecento veniva coltivato da numerose famiglie e venduto a peso d'oro: il commercio delle spezie si muoveva lungo le antiche vie di comunicazione come la Via del Sale, che collegava San Gimignano a Volterra e all'area oggi denominata Saline di Volterra (ancora oggi percorribile) ma anche, e soprattutto, fuori dai confini territoriali. Oltre ad andare verso Genova e l'Europa, lo zafferano sangimignanese ha attraversato i mari per imporre la sua importanza anche in Medio Oriente.

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I ricavi ottenuti dalla vendita erano così elevati da consentire alle famiglie che lo commerciavano la costruzione di dimore dotate di una torre, incontestabile status di ricchezza e importanza. Così, negli anni del Basso Medioevo, una tacita competizione diede vita a ben 64 torri che si innalzavano verso il cielo, nel tentativo di risultare la più bella, la più alta, la più prestigiosa. A questa gara pose fine il Priore dell'epoca, che nel Trecento diede l'ordine di costruire la Torre Grossa, imponendo un limite di altezza oltre il quale non era consentito costruire. Oggi Torre Grossa è ancora la più alta e di sicuro la più conosciuta, e domina la Piazza del Duomo osservando, con la saggezza dei suoi secoli, il tempo che scorre impassibile. La sua magnificenza è tale anche all'interno grazie alle visite che si possono fare, mentre l'importanza delle spezie, con i loro colori e profumi è esposta nella Spezieria di Santa Fina, dove sono ancora conservate anche le antiche ricette degli speziali.

Se la nascita di tante torri è legata al commercio e alla fortuna, la loro conservazione è invece dipesa da un evento infausto. Il Seicento portò con sé povertà e miseria, forse causate dalla seconda ondata di peste che colpì il territorio: le famiglie un tempo ricche che innalzarono le torri, non potendo permettersi il lusso di adattare la facciata ai nuovi gusti e stili architettonici, lasciarono le strutture nel loro stato originario.

Una crisi, questa, che ha costituito una fortuna postuma, grazie alla quale (con ben 13 torri autentiche sopravvissute ai secoli e alle guerre) San Gimignano è stata nominata sito UNESCO nel 1990.

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Insieme alle torri, anche lo zafferano è ancora un orgoglio di San Gimignano, protetto da un Consorzio di Tutela e dotato della denominazione DOP. Insieme alla famosa Vernaccia, il vino bianco DOC prodotto nelle campagne circostanti, è uno dei sapori da non lasciarsi sfuggire.

La ricchezza e la storia del borgo passano anche dal Museo Archeologico dove è conservata l'Ombra di San Gimignano, manufatto etrusco che richiama la famosa scultura volterrana, dalla già citata Spezieria, e dall'antica Via Francigena che collega San Gimignano a Monteriggioni e a Colle Val d'Elsa, attraversando la splendida campagna che da sempre caratterizza il territorio della Val d'Elsa.

Per saperne di più

Museo Civico Archeologico e della Collegiata

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