Il riposo del Tempo

Luisa Rabbia

ARTE ALL' ARTE 2004 / ASSOCIAZIONE ARTE CONTINUA / FONTE MEDIEVALE / SAN GIMIGNANO / ARTE AMBIENTALE

SanGimignano_RAbbia

All’interno dell’opera Il Riposo del Tempo, progettata per l’edizione di Arte all’Arte del 2004 e posizionata in una fonte medievale della città di San Gimignano, l’acqua è l’elemento selezionato per creare un intuitivo ed immediato collegamento al tema del tempo che passa. L’acqua, vista come madre e matrigna, matrice di vita ma anche di morte, viene scelta dall’artista Luisa Rabbia per realizzare la sua opera, intervenendo direttamente all’interno di un’antica fonte medievale nascosta dalle strade principali della città ed immersa completamente nella natura. Luisa Rabbia realizza nello specifico una scultura a mosaico e in ceramica inserita su tutta la superficie retrostante la parte centrale dove è contenuta l’acqua. Il soggetto principale del mosaico è la figura bidimensionale e illusoria di un vecchio che, qui, impersona il Tempo, posizionato tra le acque, il muschio e l’umidità del luogo. Avvolto da una pesante coperta, che appare quasi inutile a causa delle terribili condizioni climatiche del posto, mostra allo spettatore le mani dell’uomo, uno dei due piedi e il volto, realizzato in questo caso in ceramica per far esaltare le lacrime che, come gli attimi di un’intera vita, scivolano lentamente sul suo volto, ossia sul volto del Tempo. La faccia del grande vecchio esprime inoltre, nella rugosità profonda dei suoi tratti facciali, la pietas di una forte coscienza religiosa, mentre la coperta che lo avvolge si fa sarcofago e sudario, che lo protegge e ripara dalle intemperie del luogo, dall’umidità che promana dalla fonte e che, aldilà di essere fonte di vita, appare anche come inquietante e misteriosa entità. Luisa Rabbia lavora spesso sul tema del sonno, su uno stato di veglia che si discosta appena dall’inconscio e che allo stesso tempo è anche la via d’accesso a una dimensione in cui ognuno di noi continua ad imparare qualcosa su se stesso. L’immagine finale e complessiva della scultura, richiama infatti alla mente quella di una moderna Ofelia, circondata dalla natura e accompagnata dalle acque di un fiume in un viaggio con destinazione sconosciuta, in una sospesa atmosfera tra passato e presente, tra vita e morte, tra sogno e realtà.


BIOGRAFIA
Luisa Rabbia nasce a Torino nel 1970 e attualmente vive e lavora tra New York e Milano. Partendo dalle percezioni del corpo, considerato come zona di confine tra l’interno e l’esterno dell’individuo, la sua ricerca artistica si focalizza sui temi del pensiero, della memoria, del fluire del tempo, cercando di evidenziare l’intrinseca fragilità umana. Molti suoi importanti lavori sono realizzati in silicone, un materiale che ben si presta al gioco allusivo, alla compenetrazione formale tra ciò che è organico e ciò che è, invece, inanimato. La relazione dell’uomo con l’ambiente circostante, ma anche con il paesaggio interiore sono questioni ricorrenti nei suoi lavori. Infine, insieme alle sculture in silicone, Luisa Rabbia è autrice di performance, video e proiezioni in cui indaga il rapporto tra il pensiero e il flusso temporale.

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